domenica 10 maggio 2009

Tony Manero de noantri.

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venerdì 1 maggio 2009

La Scuola di Partito del piccolo eroe del popolo.

Continua la dura scuola di partito di Gnoppolo.
Dopo l'analisi critica dei testi di Lenin, Stalin e Majakovsky; dopo l'esame attento della "Corazzata Potemkin" e di altri film di epopea sovietica, rigorosamente muti ed in bianco e nero, oggi si festeggiava il primo maggio.
Giornata che iniziava pigramente alle ore 09,00 con sveglia e colazione da degno comunista, a base di coetanei pucciati nel latte.
Con fazzoletto rosso comprato al compendio garibaldino di Caprera, l'erede raggiungeva la Piazza Rossa (per il momento ancora San Carlo) dove sfilava in una fulgida giornata di sole, che arrideva gagliardo agli ideali di libertà e orgoglioso veterocomunismo che sfilavano sulla piazza gremita.
Con sguardo perso e severo, la creatura pensava con disgusto alla società decadente che lo ha accolto, esprimendo impaziente attesa di poterla rovesciare ed instaurare finalmente la dittatura dei Soviet.
Unica debolezza, nella granitica forza d'animo espressa durante tutta la manifestazione, cinque minuti di tetta di mamma, che proprio ci volevano.
Il padre, commosso, e la madre, lo erigevano sulle spalle perchè dall'alto potesse arringare la folla esprimendo i luminosi concetti su cui il futuro radioso dell'Italia Sovietica poggerà gli incrollabili piedi.
Apprezzato dalla moltitudine il passaggio seguente: "aaahh uuh ga ga ga ffffffff (soffio)".
Prima di rientrare il piccolo erede di Stalin saggiava la tenuta e l'affidabilità dei mezzi motorizzati della Polizia Municipale, primaria e fondamentale forza d'urto della prossima rivoluzione, trovandoli degni delle grandi fabbriche sovietiche.
A sera, commosi e stanchi, i genitori dell'eroe rientravano alla Casa del Popolo, dove la creaturina si manteneva in forze con un frugale pasto a base di gnocchi al pesto, prosciutto e pizza condita con il medesimo prosciutto.
La roboante giornata terminava alle ore 21,30, quando il piccolo principe del popolo si arrampicava sul letto e decretava la fine delle ostilità, attaccandosi con avidità alla tetta destra della genitrice.
Le foto che seguono lo ritraggono con la madre, con lo zio e con il padre.








(il piccolo scruta in lontananza il radioso avvenire che si avvicina)


(anche lo zio guarda al radioso avvenire, che coincide per caso con una pizzeria al taglio)


sabato 21 marzo 2009

L'eleganza è cosa innata.

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Prima di tutto ci scusiamo per il ritardo, ma noi e il signor Tiscali abbiamo avuto divergenze di opinioni sull'interpretazione della frase: "la linea funziona".
Come si può vedere Jac ha iniziato a camminare. 
Queste riprese, che lo riprendono durante il tentativo di rekord dell'ora intorno al tavolo, sono dell'inizio di febbraio, ora siamo quasi alle corsette e aspettiamo di avere un po' di caldo per andare a sfogarci su qualche bel viale e fare qualche ripresa.
Le parole ancora sono solo un'idea lontana ed incomprensibile, ma la creatura si fa comprendere benissimo, comandando i genitori con l'indice, sorrisi di assenso e facce schifate di dissenso.
La crescita è regolare e continua ad ingurgitare qualsiasi genere di cosa gli si propone, anche in quantità considerevoli.
Tutto il papà!
Per i vestiti di Jacopo si ringrazia: Dolce  & Gabbana (pantaloni) - Lacoste (maglietta) - Missoni (calze) - Ray Ban (occhiali da sole).
A presto.

sabato 7 febbraio 2009

Vualà.

Il gagno, indispettitosi leggendo che sul blog gli si dava impunemente del codardo, dal 2 febbraio ha iniziato a camminare da solo.
Così, come se niente fosse e non avesse mai fatto altro.
Presto documentazione visiva.

sabato 31 gennaio 2009

E' ora di aggiornare.

Jacopo ha ormai quasi 13 mesi.
La settimana scorsa ci ha accompagnati a Barcellona per farci vedere le ramblas.
Da almeno due mesi cammina solo se aggrappato a qualcuno o qualcosa, anche se è sempre più sicuro ed aspettiamo che decida di smettere da un momento all'altro di fare il codardo e di staccarsi.
Qui lo vedete mentre trascina la povera genitrice in una passeggiata interminabile al Parc Guell, con molestie ad astanti incluse.

Di parlare, non se ne parla proprio, continuiamo con i versi scimmieschi e, ogni tanto, con qualche "mamma", "papà" o "nonna".
Anzi, veramente dice "babà", cosa che evidenzia una sottile ma velenosa vis ironica, visto che 
in tutta evidenza vuole canzonare le forme cisterniformi del genitore.

Sto cercando di instradarlo verso l'arte, ma al momento, almeno per quanto riguarda il flauto, con scarsi risultati.
Nonostante una pregnante interpretazione, emozionalmente intensa ed una tecnica  interpretativa personalissima, non riesce ancora ad esprimersi a livelli professionalmente accettabili.
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Si limita quindi alle più elementari rappresentazioni di Debussy e Scarlatti.
Ma ci stiamo lavorando.

Il suo massimo divertimento durante la vacanza è stato molestare i viaggiatori della metropolitana con sorrisi a tutti denti (2 sopra con e 2 sotto) e obbligandoli ad interagire con
lui.
Per fortuna gli spagnoli sono gente sportiva.
Ah! La tauromachìa!!

Nel menù abbiamo inserito ormai quasi tutto, tranne cozze, funghi, fritti e sughi pronti, per cui il ragazzo mangia spesso quello che mangiamo noi, ma con meno sale.
Cioè, mangia proprio le stesse cose e noi siamo costretti a mangiare quasi senza sale e tutto ha lo stesso sapore.


martedì 7 ottobre 2008

Evoluzione

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Jacopo continua ad avere un carattere allegro ed espansivo, per fortuna.
Non piange mai, e di questo gli saremo eternamente grati.
Ormai si alza in piedi da solo con disinvoltura nel suo box e, tenendo le mani di mamma o papà, cammina con passo incerto e traballante.
Domani (8/10) compie nove mesi e non possiamo chiedergli di più.
Ogni volta che impara una cosa nuova, ne abusa in maniera imbarazzante; adesso ha imparato a salutare con la mano e, da quando si sveglia, saluta: l'armadio, i fili che penzolano dal muro in attesa di una applique, una statua africana (il "bruttone"), il suo box, le sue fette biscottate, e così via, fino ai vicini di casa, i parenti e gli alberi.
Ha un senso innato dello spettacolo e riconosce subito la macchina fotografica/videocamera quando se la trova davanti; allora fissa l'obbiettivo e si mette in posa.
Da grande farà il tronista.

lunedì 15 settembre 2008

Jacopo a Civitella.

L'aria della Romagna è senza dubbio, oltre che tersa e piacevole, molto grassa e nutriente.
Jacopo ne ha tratto vantaggi immediati, facendo progressi inaspettati.
Subito dopo Bologna (lasciando quindi la algida Emilia per la sanguigna Romagna), ancora in autostrada, ha cominciato a vocalizzare la parola "papà", ripetendola allo sfinimento; il giorno dopo ha regalato anche a "mamma" la stessa soddisfazione, anche se ripete la parola molto meno frequentemente, dimostrando di intuire chi tiene le redini della famiglia (?).
Dopo un paio di giorni, distratti da faccende di cucina, siamo tornati in salotto e lo abbiamo trovato in piedi nel lettino che sorrideva.



Per avere neanche otto mesi ci parve cosa buona e giusta.
Se fossimo rimasti ancora un po' sono sicuro che avrebbe iniziato a scrivere saggi di letteratura antica. In aramaico.
E lasciatemi un po' di orgoglio paterno!
Durante la seconda settimana di soggiorno, però, nell'aria ci è entrato anche qualcos'altro, perchè il pargolo si è cuccato una febbre che ha bazzicato intorno ai 39° per tre giorni, regalando gioiose notti insonni e un po' di angoscia ai novelli genitori i quali, pur di stare tranquilli, lo hanno portato all'ospedale di Forlì dove, dopo attente analisi del sangue, dell'urina e la consultazione del Mago della Fratta, si è giunti alla conclusione che il responsabile era un non meglio identificato virus, peraltro sconfitto senza appello all'alba del terzo giorno.
Dopodichè l'appetito è tornato. Implacabile.

La fame è quella dei Lorenzoni


Il borgo antico.


Il Viale Martiri Partigiani che termina nel Santuario della Madonna della Suasia.
Sembrerebbe una incoerenza ideologica, ma qui, accanto alla rossa passione per la politica, si guardano anche le tradizioni e il parere del parroco conta.
Come diceva Gaber: "...qualcuno era comunista perchè il babbo, lo zio, il cugino... La mamma no!".